Allevatori di bufale sotto usura, in manette padre e due figli

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Dovevano pagare e rispettare le scadenze. Era la loro legge. Padre e due figli di professione usurai. Ne sanno qualcosa gli allevatori di bufale ormai alle corde con tassi usurari pari al 5 per cento mensile e in alcuni casi anche del 60 e del 90 per cento annuo.

L’indagine coordinata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere è partita grazie a un esposoto in cui c’era indicato anche il numero di telefono di uno degli indagati. Da qui sono partite le intercettazioni che hanno portato alla luce un sistema malavitoso.

Sono stati i carabinieri della stazione di Cancello ed Arnone a stringere le manette a un intero nucleo familiare dedito all’usura composto da padre e due figli.

Domenico Petrellese, 75 anni, Francesco Petrellese, 35 anni e Carmelo Petrellese, 32 anni, sono finiti ai domiciliari. A loro viene contestata l’associazione per delinquere e ben 16 episodi di usura dal 2006 al 2016.

E’ stato – secondo la Procura casertana – il capo famiglia, Domenico, a mettere in piedi il sitema grazie al “passaparola” tra gli imprenditori in difficoltà economiche.

Tra gli imprenditori finiti nella rete degli usurai, molti imprenditori del settore bufalino, zootecnico, ma anche negozi, imprenditori edili e una lavanderia nel napoletano.

I tre risiedono a Sant’Anastasia, nel Napoletano. Una quarta persona è indagata. I carabinieri della Compagnia di Casal di Principe che hanno realizzato le indagini, hanno sequestrato nell’abitazione degli indagati un foglio manoscritto con le generalità delle presunte vittime, i cellulari e uno schema in bianco relativo alle entrate e uscite.

Secondo gli investigatori l’attività usuraia sarebbe andata avanti ininterrottamente dal 2006 al 2016; ben sedici gli episodi di usura contestati.

Vittime soprattutto imprenditori del settore bufalino che hanno i propri allevamenti nel Casertano, a Cancello e Arnone. Le indagini sono partite nel 2015 dopo un esposto anonimo arrivato alla stazione dell’Arma a Cancello e Arnone, nel quale venivano indicati nomi di imprenditori sottoposti ad usura.

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