Avvocati: quali sanzioni in caso di mancato preventivo?

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In assenza di previsioni specifiche della legge sulla concorrenza e il mercato, occorre guardare alle norme deontologiche

uomo affari soffia in una banconota

di Valeria Zeppilli – La legge annuale sulla concorrenza e il mercato, approvata in via definitiva dal Senato e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 189 del 14 agosto 2017, ha introdotto nel nostro ordinamento l’obbligo per gli avvocati di fornire ai clienti un preventivo scritto dei costi e degli oneri della prestazione da rendere, anche a prescindere da un’esplicita richiesta. Tale obbligo entrerà in vigore il prossimo 29 agosto

Sanzioni “solo” deontologiche

L’introduzione dell’obbligo, tuttavia, non è stata accompagnata dalla previsione esplicita di sanzioni specifiche per il caso di mancato adempimento.

Ciò vuol dire che, ad oggi, se un avvocato omette di redigere il preventivo dettagliato dei costi e degli oneri della prestazione richiesta dal cliente, rischia di essere assoggettato “solo” alle sanzioni previste dal codice deontologico.

La norma di riferimento, in particolare, è quella di cui al secondo comma dell’articolo 27 del testo che detta i doveri comportamentali che devono orientare l’attività dei legali, il quale prevede la sanzione dell’avvertimento per il caso in cui l’avvocato violi l’obbligo di dare al cliente e alla parte assistita adeguate informazioni circa la prevedibile durata del processo, gli oneri ipotizzabili e il prevedibile costo della prestazione.

Conseguenze sul piano civilistico

Dal punto di vista strettamente civilistico, poi, deve ritenersi che la mancata redazione del preventivo non incida sul diritto dell’avvocato ad essere comunque retribuito per la prestazione professionale svolta in favore del cliente. Al limite, tale circostanza potrà solo orientare la determinazione del quantum degli onorari, con applicazione dell’importo minimo dei parametri stabiliti dal d.m. n. 55/2014.

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