Campania. Ammutinamento nella commissione Trasparenza, traballa la presidente Ciarambino (M5S)

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Di Arnaldo Capezzuto

E’ guerra alla Commissione trasparenza, controllo sull’attività della Regione e degli Enti collegati e dell’utilizzo di tutti i fondi della Regione Campania presieduta da Valeria Ciarambino, capogruppo in Consiglio regionale del Movimento 5 Stelle.

Nei prossimi giorni, ci potrebbe essere un clamoroso ammutinamento dei suoi componenti. E’ la decisione choc che in queste ore potrebbero adottare i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione.

Nei fatti la Commissione trasparenza non avrebbe più l’agibilità per continuare le sue attività istituzionali. Nel mirino, non è la prima volta che accade, è finita Valeria Ciarambino.

Non si tratta di un boicottaggio oppure di un attentato all’attività di controllo dell’importante organismo del Consiglio regionale. Ma una sorta di resa dei conti per come vengono condotti i lavori della Commissione. Una vecchia storia.

La ‘sensazione’ molto diffusa è di un uso strumentale dell’organismo, trasformato in un vero e proprio avamposto per portare avanti battaglie politiche di parte contro la maggioranza e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Insomma, la Ciarambino nella veste di presidente non sarebbe super partes operando vere e proprie forzature e una condotta della Commissione per niente collegiale.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la recente bufera giudiziaria che si è abbattuta sull’ex direttore generale dell’ospedale Cardarelli Ciro Verdoliva, finito ai domiciliari per una vicenda di corruzione, tutta da chiarire, e che proprio oggi il Gip ha revocato.

Più volte la stessa Commissione trasparenza ha convocato il manager, che oggi ritorna al suo posto al Cardarelli, per ascoltarlo su di una serie di vicende tra le quali quelle legate agli appalti delle pulizie del più grande ospedale del Mezzogiorno.

Il direttore ha risposto sempre picche e non si è mai presentato davanti all’organismo anche perchè a norma di una recente circolare, i vertici degli enti per conferire devono essere autorizzati dalla Regione Campania.

Scoppia la vicenda giudiziaria e la capogruppo del M5S spara bordate contro due componenti della Commissione Trasparenza che figurano in una intercettazione presente nell’ordinanza di custodia cautelare di Verdoliva. La capogruppo diffonde una nota stampa di fuoco ritenuta diffamante dai due consiglieri regionali Francesco Moxedano (Italia dei Valori) e Antonio Marciano (Pd).

E’ l’esponente dell’Idv a passare subito la pratica ai legali Massimiliano Tisbo e Giuseppe La Venuta che depositano una querela per diffamazione contro la Ciarambino appunto per le dichiarazioni apparse nei giorni 14 novembre e 15 novembre sugli organi di stampa.

Una decisione – spiegherà poi Moxedano – per tutelare l’onorabilità e trasparenza nell’esercizio del ruolo istituzionale ricoperto. Congiuntamente il consigliere regionale ha inoltrato le dimissioni da componente della stessa I commissione Trasparenza.

La vicenda non si è chiusa qui, anzi. Moxedano denuncia la condotta non corretta del presidente Ciarambino perchè ricopre due ruoli istituzionali in contrasto tra loro, come la funzione di capo gruppo del Movimento 5 stelle, ruolo decisamente politico e Presidente di commissione.

Lo stesso Moxedano non si ferma e carica un peso da 90 e chiede ufficialmente i resoconti della trasmissione da parte della Commissione Trasparenza di alcuni verbali alla Procura proprio sulle vicende del Cardarelli emerse durante alcune udizioni.

Il consigliere dell’Idv insomma dubita fino a prova contraria che il presidente abbia trasmesso gli atti ai magistrati. Un’accusa che sfiora l’omissione d’atti d’ufficio.

Sulla stessa linea si muove anche Marciano. L’esponente del Pd pare aver dato mandato ai suoi legali per le affermazioni della Ciarambino e si preparerebbe ad abbandonare la I Commissione fino a quando sulla poltrona di presidente siede la Ciarambino.

A questo punto, per correre ai ripari e dopo ben 10 mesi, l’attuale capogruppo si preparerebbe a mollare la poltrona e cederla a un altro collega del M5S.

Come sempre, un passaggio di consegne sofferto e solo sulla carta, la Ciarambino resta il dominus del potere grillino in Campania.

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