Camusso e D’Alema contestati: ancora gelo tra Cgil e il sindaco de Magistris

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Nuovamente gelo nei rapporti tra Cgil e sindaco di Napoli. “Sapete qual è la mia sensazione? Qualcuno è infastidito che a Napoli è stata data voce politica a gente che prima veniva considerata solo come questione di ordine pubblico”.

Queste le dichiarazioni che il sindaco di Napoli Luigi de Magistris il riferimento è alle contestazioni dei centri sociali del 9 novembre scorso che hanno impedito a Massimo D’Alema e a Susanna Camusso di parlare alla Federico II.

Il sindaco si schiera con i contestatori e si riaccende la polemica con la Cgil. Il primo cittadino, che ha taciuto per giorni mentre si moltiplicavano le attestazioni di solidarietà al segretario Cgil e all’uomo politico, sceglie la diretta social per dire che lui non c’entra nulla con i contestatori.

“Anche se in tanti vogliono vedere in me il mandante di certe contestazioni. Non ho sentito l’esigenza di chiamare la Camusso o D’Alema perchè nessuno ha vietato loro di parlare”.

Piuttosto, dice il primo cittadino, “io mi preoccupo quando le contestazioni non ci sono. Certi eventi rappresentano la vitalità dei giovani, e chi non ritiene di essere capace di sostenere le contestazioni non può andare a lamentarsi da mammina, dovrebbe chiedersi, come faccio io, con umiltà dove si è sbagliato. Se un segretario della Cgil ha paura di tre ragazzi che contestano è la fine”.

Dura la risposta del sindacato e del segretario generale Walter Schiavella. “Dichiarazioni gravi e sconcertanti perchè è estremamente sbagliato derubricare quanto accaduto a mera contestazione”, scrive in una nota.

“Chi come noi fa della rappresentanza sociale la sua missione e’ abituato ai confronti, alle contestazione e ai conflitti e mai a essi si sottrae – aggiunge – se de Magistris non comprende che il ripetersi di tali episodi nella città di cui è sindaco costituisce una grave lesione non solo dell’immagine e della storia della città, ma anche un limite alla crescita culturale e civile di Napoli”.

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