Home focus Cold Case. Aiutò ad uccidere un tunisino che violentò una minorenne. Acciuffato grazie a un collaboratore di giustizia del clan Mazzarella

Cold Case. Aiutò ad uccidere un tunisino che violentò una minorenne. Acciuffato grazie a un collaboratore di giustizia del clan Mazzarella

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Di Pier Paolo Milanese

Chafai AbdelmadiJ fu ucciso nel 2015 perchè ritenuto autore di una violenza sessuale ai danni di un minore. L’uomo fu tratto in una trappola è sparato con due colpi di pitola alla tempia. Poi il corpo fu distrutto, bruciato e messo in un sacco della spazzatura e gettato in una discarica di San Pietro a Patierno.

La verità a distanza di due anni si è scoperta grazie a un collaboratore di giustizia che poi è l’autore del macabro omicidio. Si tratta di un esponente del clan Mazzarella ora i suoi racconti stanno svelando le verità nascoste della cosca.

La sua testimonianza ha contribuito a ricostruire la verità sull’omicidio dello straniero. Sono stati gli uomini della Squadra mobile di Napoli ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda. Salvatore Sembianza, 37 anni, con precedenti penali e di polizia è ritenuto responsabile di omicidio, porto e detenzione di arma da fuoco, distruzione e soppressione di cadavere.

L’uomo è già detenuto per altra causa, è ritenuto responsabile, in concorso con un esponente del clan Mazzarella, attualmente collaboratore di giustizia, dell’omicidio del cittadino tunisino AbdelmadiJ, assassinato a colpi d’arma da fuoco a Napoli nel giugno 2015.

Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Investigativa Antimafia, corroborate dalle dichiarazioni del citato collaboratore, hanno consentito di ricostruire la dinamica, il movente e le modalità esecutive del fatto di sangue.

La vittima, ritenuta autore di una violenza sessuale ai danni di un minore, fu attirata dall’uomo presso un’abitazione nel quartiere partenopeo di Poggioreale; lì il collaboratore esplose due colpi di arma da fuoco alla tempia del cittadino tunisino.

Accertata la morte del Chafai, ne occultarono il cadavere in una busta, bruciandolo ed abbandonandolo in un discarica di San Pietro a Patierno, dove venne poi rinvenuto la mattina dell’8 giugno 2015 dall’Arma dei Carabinieri.

L’omicidio del cittadino tunisino si inquadra nelle dinamiche criminali, in continua evoluzione, della zona di Piazza Mercato e delle Case Nuove oggi l’arresto di Salvatore Sembianza.

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