De Magistris annuncia:”Medaglia della città a Gaetano, vittima di una baby gang”. Il cardinale Sepe : “C’è un vuoto educativo”

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“Ho fatto visita a Gaetano in Ospedale, aggredito con violenza criminale e brutale a Chiaiano alcuni giorni fa da un branco di persone senza cuore e senza cervello. Gaetano sta meglio, ha reagito alla grande. Ragazzo coraggioso e sensibile, assistito dalla mamma che ha avuto un comportamento esemplare di grande dignità nella tragedia. Gaetano lo aspetto presto a Palazzo San Giacomo per dargli la medaglia della città di Napoli. Forza Gaetano, non mollare!”.

E’ l’annuncio del sindaco di Napoli Luigi de Magistris su facebook. E intanto sull’emergenza baby gang è intervenuto nuovamente anche il cardinale di Napoli Ctescenzio Sepe che ha tuonato per la gravissima sistuazione che si è venuta a creare in città.

“Ciò che colpisce, ed è forse la novità più grave – premette il cardinale Sepe in una intervista all’Adnkronos – è il fatto che questi ragazzi sono sempre più giovani. Si rendono protagonisti di efferatezze tali che non hanno limiti e che in certi caso assomigliano davvero a metodiche terroristiche perchè colpiscono a caso, con una pura e totale violenza”.

Il porporato riflette sul clima di omertà, tante volte denunciato dalle famiglie delle vittime: “La gente sta zitta per paura di ritorsioni. Si è creato un clima di paura. E’ vero, c’è tanta omertà ma chi sa non deve chiudersi nel silenzio. Da parte nostra, come Chiesa, così come lo Stato, e quanti hanno responsabilità nella società civile, devono rimboccarsi le maniche o il problema rimane”.

“A monte c’è un vuoto totale dovuto all’ assenza di educazione. Penso alla famiglia che dovrebbe essere terreno fertile in tal senso e, invece, in tanti casi è talmente frantumata al suo interno che i ragazzi o trovano un terreno di aggregazione al di fuori o resta la strada che è diventata la più cattiva delle maestre. Sbandati e senza alcuna prospettiva, ragazzi sempre più giovani, come denunciano le cronache, sono alla mercè di qualche ‘capoccia’ e formano il branco”.

Osserva il porporato: “la repressione va fatta ma è la prevenzione il chiodo sul quale bisogna battere maggiormente”.

“La violenza delle baby gang – osserva Sepe – ci interpella tutti. Servono politiche più responsabili. Come Chiesa ho creato nuclei che vanno ad assistere e a dare supporto alle famiglie in difficoltà. E bisognerebbe ritornare all’educazione civica nelle scuole anche se spesso parliamo di ragazzi che a scuola nemmeno vanno. Il punto è che tutti dobbiamo rimboccarci le maniche o il problema rimarrà”.

 

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