Elezione Avvocati, Frojo il penalista più votato: “La nostra è una classe maltratta dalla politica”

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di Pietro Di Marco

“Bisogna far sì che la politica ci ascolti. Rientrare nei canoni dell’equo compenso o quantomeno ripristinare i tariffari che aveva abolito Bersani. La nostra è una classe maltratta dalla politica. Tutti i consigli professionali devono lottare uniti”. A parlare a Il24.it è l’avvocato Arturo Frojo, quarto tra gli eletti al consiglio dell’ordine degli avvocati di Napoli. Il legale è risultato essere il penalista più votato con 1.934 voti. Classe ’45, iscritto all’Ordine degli avvocati di Napoli dal 1975, Frojo è uno degli ultimi grandi avvocati della scuola napoletana. Un successo “eccezionale per me e per i penalisti di Napoli e inaspettato” come ha detto.

Avvocato Frojo, quasi duemila voti. Non sono pochi non essendo neanche tra i capi lista. Che ne pensa?

Risultato positivo e inaspettato. Per i penalisti è una grande vittoria. Rispetto ai civilisti siamo circa il 20 percento. Nessun penalista fa il presidente dell’ordine dal 91

 

Quale scenario si apre?

C’è stata un’articolazione di gruppi, non le chiamo liste, contrapposti. Bisogna capire cosa si intende fare. Se fare alleanza o un discorso unitario per la classe. Ora è prematuro per dirlo.

Il suo punto di vista?

Bisogna fare un discorso unitario per la classe degli avvocati. Altrimenti un consiglio dell’ordine spaccato in un due o tre maggioranze e minoranze non riesce a decidere e ad affrontare quelle che sono le problematiche dell’avvocatura. Fatto sta che il Consiglio dell’ordine, purtroppo, non ha né la facoltà né la forza di condizionare o suggerire alla politica quello che dovrebbe essere fatto per gli avvocati. Noi siamo bersagliati, siamo tartassati. La nostra è una classe maltrattata dalla politica

Una sua ricetta per quanto riguarda la politica e l’avvocatura?

Bisogna rientrare nei canoni dell’equo compenso o quantomeno ripristinare i tariffari che aveva abolito Bersani. Poi bisogna sollevarci dalle imposizioni fiscali che sono massacranti. Per i giovani sarebbe importante rendere facoltativa l’iscrizione alla cassa degli avvocati o quantomeno consentire che venga diminuito il versamento annuale di 3.800 euro. Su questi punti, però, ci si batte ormai da tempo e senza risultati. Purtroppo il Consiglio dell’ordine non ha forza sulla politica.

E tra i suoi primi punti?

Il mio indirizzo è quello di continuare a far pressione e non smettere di lottare. Bisogna farlo con tutti i consigli degli ordini. Un solo consiglio dell’ordine non conta nulla, una massa sì. Ho partecipato ultimamente a una protesta con dei rappresentanti di tutti gli ordini professionali, ma anche in quell’occasione non siamo stati in grado di avere risultati positivi. La politica non ci ha ascoltato.

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