Home Politica Il futuro di De Magistris. Ecco come sfumano i “sogni romani” del sindaco arancione

Il futuro di De Magistris. Ecco come sfumano i “sogni romani” del sindaco arancione

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di Sossio Barra

 

Arriva l’ennesimo annuncio in pompa magna fra lo stupore generale. Luigi De Magistris si sbilancia in maniera ufficiale per la prima volta e lancia un messaggio che lo vedrà proiettato alle elezioni politiche dopo il suo secondo mandato da sindaco di Napoli. Non è affatto uno scherzo. Ma non è nemmeno un mistero che il primo cittadino stia sfruttando questo mandato per garantirsi la “cordata” e tentare il famoso “salto” oltre Palazzo San Giacomo. Attraverso un’intervista rilasciata ad una testata locale, disponibile anche nel gruppo dei suoi sostenitori, il sindaco arancione lancia la sua scalata puntando i palazzi capitolini. Magari da leader arancione sostenuto dai suoi fedelissimi. O meglio, da quello che rimane dello zoccolo duro in salsa arancione. Ed è la domanda che tutti si pongono da tempo. Come fa De Magistris a promettere queste fughe in avanti con la storica “guerra fredda” che sta attraversando la sua maggioranza? Nessuno lo sa. Pure perché negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una serie di contrasti e veleni che hanno ripetutamente messo in dubbio la tenuta degli equilibri politici. Partendo dalla questione legata all’ex Vicesindaco Metropolitano, David Lebro, passato nelle fila di Campania Libera insieme al suo gruppo fino alle ultime polemiche di Mdp guidate da Coppeto e Dinacci. Per adesso Articolo Uno rimane ancora saldo in maggioranza ma allo stesso tempo nessuno può negare gli scontri a distanza fra il capogruppo consiliare e l’ex magistrato. Il concetto è chiaro. De Magistris, legittimamente, da una parte ambisce a sogni di gloria mai realmente nascosti ma dall’altra parte non può non tenere conto dell’assoluta instabilità della maggioranza che lo sostiene nel civico consesso. Inutile girarci intorno. Se le cose non dovessero migliorare, il primo cittadino partenopeo rischia seriamente di subire una mozione di sfiducia che metterebbe insieme l’opposizione targata Pd – Forza Italia ed i dissidenti arancioni. Un’azione che a quel punto legittimerebbe sul piano politico i forti malumori emersi nel governo cittadino. Una patata bollente che, per il momento, sembra non preoccupare minimamente il sindaco napoletano ma che sta destabilizzando gli ambienti arancioni da troppo tempo. Ma non è tutto. In quale processo politico sarà inserito il sindaco della terza città d’Italia? Attualmente l’ex magistrato non possiede alcuna tessera di partito nonostante abbia più volte mostrato interesse alla sinistra del Pd. Ma torniamo sempre al punto di partenza. Da quest’area politica sono piovute critiche e prese di posizioni contrastanti rispetto alle ultime mosse dell’ex eurodeputato. Lo stesso Pd in consiglio comunale si trova relegato fra i banchi delle minoranze mentre all’ex Provincia ci governa insieme solo perché alle ultime elezioni metropolitane il primo cittadino partenopeo si ritrovò senza maggioranza. Il dato politico è servito. De Magistris pensi prima ai “fatti di casa sua” cercando di mettere in campo una strategia politica finalizzata al superamento della crisi. Pure perché la linea adottata incentrata sulla rivoluzione lontana dai partiti inizia a scricchiolare paurosamente. L’unico a non averlo ancora capito sembra essere lui.

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