La difficile partita dei collegi tra Berlusconi, Salvini e Meloni: c’è intesa sulle quote

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Giorgia Meloni l’ha ribattezzato il patto dell’arancino. In Sicilia, le tre punte  del centrodestra, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, si sono, finalmente rivisti per definire gli assetti futuri della coalizione. Nell’osteria “Dal Cavaliere”, i tre leader hanno parlato di programmi, candidature e leadership. Il vero nodo da sciogliere riguarda le candidature nei 232 collegi uninominali: è qui che si gioca la partita più importante nell’area di centrodestra. LA Lega Nord vorrebbe far bottino pieno al Nord, lasciando i collegi di centro e sud a Fdi e Forza Italia. Tradotto significa mollare la patata bollente agli alleati, visto che al Nord, grazie al traino del Carroccio, il centrodestra può fare bottino pieno nell’uninominale. La Meloni sarebbe anche d’accordo con la linea di Salvini ma c’è il no di Berlusconi che così rischierebbe di vedere indebolita la forza parlamentare. La ripartizione dovrebbe essere: 40 % di collegi alla Lega, 40 a Forza Italia, 15 a Fratelli di Italia e 5 % a Cesa e i centristi. Sulle quote c’è un accordo di massimo. Non c’è intesa sulla distribuzione geografica delle candidature nei collegi. Salvini, Meloni e Berlusconi torneranno a incontrarsi, magari dopo la vittoria di Nello Musumeci in Sicilia, provando a chiudere la partita.

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