L’affondo di Tommaso Sodano: “De Magistris pensi a governare e la smetta di guardare al passato”

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di Sossio Barra

 

 

Nativo di Pomigliano D’Arco. Uomo di punta della sinistra radicale in Campania. Ex senatore di Rifondazione Comunista. Ex assessore e consigliere provinciale a Napoli. Fu uno dei promotori del progetto arancione che nel 2011 vide la vittoria dell’attuale sindaco Luigi De Magistris alle elezioni amministrative. Fu nominato vicesindaco nella giunta dell’ex pm e mantenne la carica fino al 2015. In molti sostennero che il vero leader di Palazzo San Giacomo fosse lui. 10 anni fa denunciò le connivenze fra camorra e politica nella gestione dei rifiuti in Campania ed in seguito ricevette minacce di morte. Oggi sostiene Potere al Popolo, il progetto politico della sinistra comunista.

 

 

Caro Tommaso Sodano, ormai le elezioni politiche sono alle porte. La sinistra si sta organizzando con Liberi e Uguali. La vedremo candidata in qualche collegio in Campania con questo cartello elettorale?

Innanzitutto premetto che non sosterrò Liberi e uguali ‘ ma “Potere al popolo ” che ,a mio avviso, interpreta meglio l’esigenza di una rifondazione politica profonda della sinistra in Italia. Non sarò candidato alle elezioni politiche ma cercherò di dare il mio contributo alla crescita di questa esperienza anche oltre la scadenza elettorale.

 

Lei sarebbe stato più propenso ad una coalizione col Pd oppure condivide la scelta di andare da soli? E perché?

Credo che sia esaurita l’esperienza del centro sinistra e le persone sono stanche di questo teatrino. Le elezioni sono un passaggio importante ma non esclusivo, bisogna riappassionare i tanti delusi dalle esperienze di questi anni di governo. C’è bisogno di un nuovo protagonismo dal basso.

 

Capitolo De Magistris. Lei è stato il primo sostenitore del progetto arancione salvo poi abbandonare l’incarico di vicesindaco fra mille polemiche. Può chiarire una volta per tutte il motivo della rottura col primo cittadino?

Sono stato tra i promotori dell’esperienza De Magistris e ho dato il mio contributo intenso per 4 anni e credo che i risultati siano inconfutabili. Ripulire la città sommersa dalla spazzatura e cancellare l’emergenza rifiuti dalla città di Napoli, durata oltre 15 anni,e’ stata la mia sfida vinta. Senza questo risultato l’esperienza di governo della città avrebbe subito gravi contraccolpi. Perché mi sono dimesso? Diciamo che erano venuti meno alcuni elementi fondanti ,almeno per me.

 

Oggi se dovesse dire qualcosa al sindaco, cosa direbbe?

Dopo 6 anni di governo si deve dare una nuova impronta. C’è bisogno di risultati concreti rispetto all’idea di città. Non si può più guardare al passato ma presentare la città del futuro. Avevo gettato le basi per costruire una Napoli smart city, la città intelligente e sostenibile. Eravamo tra i promotori delle miglior esperienze di innovazione nel nostro Paese. Mi sembra che si sia abbandonata questa esperienza e a Napoli non si ponga seriamente il tema della sostenibilità dello sviluppo e delle innovazioni per migliorare la vita dei cittadini

 

Qual è la scelta sul piano politico che rifarebbe e quella che non rifarebbe mai?

Rivendico con orgoglio la mia battaglia contro il sistema dei rifiuti e le mie denunce che hanno aperto uno squarcio nel sistema politico affaristico criminale . Cosa non farei? Non so perché mi sono sempre fatto accompagnare dal mio istinto . Per me la politica è passione e quindi nel bene e nel male va accettata. Non ho mai pensato alla convenienza personale

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