L’ex vicesindaco Marone attacca l’assessore Clemente: “Conflitto d’interesse gigantesco”. Lei risponde: “Superficiale calunnia”

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Di Pier Paolo Milanese

Non è solo Antonio Bassolino a picconare dai social network l’amministrazione arancione questa volta a sorpresa è sceso in campo il taciturno Riccardo Marone.

L’ex vicesindaco e poi sindaco di Napoli quando Bassolino andò a ricoprire nel governo d’Alema il dicastero del Lavoro è intervenuto a gamba tesa sul suo profilo facebook. Nel mirino di Riccardo Marone è finita Alessandra Clemente, assessorare ai Giovani, con deleghe a educazione alla legalità, centro unico degli acquisti, trasparenza amministrativa, sicurezza urbana e polizia municipale.

L’uomo ombra di Antonio Bassolino ai tempi del ‘rinascimento napoletano’ ha postato un commento al vetriolo : “Sì dice che il fidanzato dell’assessore Clemente, responsabile della polizia municipale, sia il portavoce dei baretti di Chiaja nonché proprietario di un baretto. Non sarebbe il caso che qualcuno smentisse, perché altrimenti il conflitto di interessi sarebbe gigantesco?”

Il riferimento è preciso ed ha un nome ed un cognome : Riccardo Izzo, commercialista, portavoce dei titolari dei locali della movida partenopea targata Chiaja e fidanzato della bella assessora.

Con i fratelli è proprietario di un ristorante giapponese e di altri locali in via Bisignano e proprio per cambiare volto alla strada presentò un progettino di restyling dell’intera area dei baretti.

Inutile nascondersi, la situazione nella zona di Chiaia è molto critica. A parte il chiasso, la viabilità senza regole, la musica ‘sparata’ a tutte le ore, la vendita di alcolici, c’è un serio problema di sicurezza.

A ogni weekend, puntuale c’è il bollettino della cronaca nera con risse, sparatorie e feriti a coltellate. L’assessora Clemente nel frattempo cosa fa? Oltre ai selfie, inaugurazioni e feste pare totalmente assente sulle vicende della movida di Chiaia.

Eppure la Clemente ha la delega alla sicurezza urbana e alla polizia municipale. Certo il rischio è concreto confrontarsi con i residenti imbufaliti e i problemi dei titolari delle attività commerciali e trovarsi di fronte il proprio fidanzato.

Insomma, dicendola alla Marone : se non c’è smentica allora il conflitto di interessi della Clemente è gigantesco.

Ecco la risposta dell’assessora Clemente in un post al veleno su Fb che risponde a Marone.

“Sono allibita dalla superficiale calunnia lanciata in modo irresponsabile da un uomo che è stato sindaco di Napoli, assessore regionale al turismo, che è avvocato da molti anni e che per età ed esperienza potrebbe essere mio padre. Certo che smentisco e non credo mi fermerò a questo. Il mio fidanzato è un commercialista e la sua famiglia, in particolare il fratello, gestisce uno dei cosiddetti baretti, attività nella quale, da anni, il mio fidanzato non ha nessun interesse. Ho già smentito a più riprese che lo stesso non è il rappresentante dei gestori di questi locali. Nessun conflitto d’interessi, dunque, ma semmai sentimentale. Di questo passo, infatti, il mio pluricalunniato fidanzato perderà la pazienza e finirà per considerarmi una fonte di guai e dispiaceri, anziché il suo amore. Pazienza, sono abituata ad accogliere la sofferenza, anche quella insopportabile, ma non consento a nessuno di fare gratuitamente a brandelli la mia reputazione, la mia onorabilità, la mia sensibilità di donna e di amministratrice pubblica”.

 

Risposta a stretto giro di Riccardo Marone

“Cara Clemente, anche Berlusconi non aveva conflitti formali eppure lo abbiamo massacrato giustamente con il conflitto di interessi. Aver adottato una ordinanza così blanda di fronte ad un problema così serio lascia perplessi”.

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