Lotta alle baby gang e criminalità. Questura vara l’app ‘You Pol’

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L’app – che si può usare anche in forma anonima – si può scaricare su tutti gli smartphone e tablet accedendo alle piattaforme di ‘Apple Store’, per i sistemi operativi IOS, e ‘Play Store’, per i sistemi operativi Android.

Una volta installata sul proprio dispositivo mobile, l’applicazione consente di inviare segnalazioni – per ora corredate solo da foto, ma si sta sviluppando un aggiornamento per l’invio anche di video – direttamente su un’apposita console installata nella sala operativa della questura.

Se non la si utilizza in forma anonima, l’app dà la possibilità di interloquire con l’operatore delle forze dell’ordine. Il funzionamento è comunque assoggettato all’attivazione del servizio di geolocalizzazione del dispositivo.

“Non è un modo per tenere sotto controllo l’utente – ha evidenziato Michele Spina, dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura partenopea, durante la conferenza stampa di presentazione – ma se giungono più segnalazioni errate dallo stesso utente, si configura il reato di procurato allarme e noi abbiamo il dovere di intervenire”.

Se la segnalazione dovesse risultare incompleta, incomprensibile, oppure senza precisi riferimenti, ha spiegato ancora Spina, “siamo in grado di chiedere chiarimenti. L’anonimo non può rispondere, se non mettendosi in contatto con la polizia attraverso le consuete modalità.

Chi è registrato, invece, può interagire. La segnalazione, – ha infine detto Spina – innesca una segnalazione acustica sulla console che si disattiva solo quando l’operatore della sala operativa lo prende in carico. A questo punto si entra nella fase di valutazione: si puo’ disporre l’intervento immediato oppure avviare accertamenti, per esempio, chiamando il dirigente scolastico oppure i docenti, se il fatto si è verificato a scuola”.

Il funzionamento dell’app è stato spiegato dai dirigente della Polizia di Stato anche attraverso una dimostrazione pratica. Un video, infine, che spiega finalità, funzionalità e modalità di utilizzo dell’applicazione e’ stato pubblicato sul profilo social della Questura di Napoli.

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