Home Cronache Napoli, il Rione Traiano, cancella Scampia. I Puccinelli nuovi padroni del narcotraffico

Napoli, il Rione Traiano, cancella Scampia. I Puccinelli nuovi padroni del narcotraffico

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Di Arnaldo Capezzuto

 

Il Rione Traiano è la nuova grande piazza di spaccio europea. Se Scampìa nell’immaginario collettivo, anche grazie al serial Gomorra, è stata ritenuta il supermarket di tutti i tipi di droga gestita prima dal clan Di Lauro poi dagli scissionisti e infine dal gruppo della Vanella Grassi ora così non è più.

Il mercato all’ingrosso e al dettaglio si è ufficialmente spostato tra gli stradoni labirintici del Rione Traiano, quartiere Soccavo e cuore della periferia Occidentale di Napoli. Lo raccontano gli ultimi collaboratori di giustizia, gole profonde che stanno svelando agli investigatori il sistema chiuso e monolitico del business della vendita di stupefacenti all’ombra delle case popolari di Soccavo.

A dettare la propria legge ci sono i Puccinelli ed i loro alleati Cutolo e Leone. Queste compagini non hanno nulla a che vedere con le ‘paranze dei bimbi’ oppure i camorristi improvvisati 2.0. Si tratta di storici gruppi familiari con collegamenti robusti con i vecchi clan della camorra di Napoli e provincia. Apprendistato criminale doc come avveniva un tempo.

Ad esempio Salvatore Puccinelli detto straccetta, il fondatore dell’omonima cosca, comincia la carriera criminale all’inizio degli anni Ottanta come gregario addirittura di un boss del calibro di Umberto Ammaturo. Sono almeno 30 anni che i Puccinelli nonostante guerre, faide e scontri comandano al Rione Traiano. Sconfitti i Perrella, i vecchi alleati, dominano indisturbati.

Se sorge qualche incomprensione, disputa tocca all’apparato ‘diplomatico’ tentare la mediazione, sottoscrivere un accordo, evitare assolutamente l’uso delle armi e lo spargimento di sangue. Perchè se poi occorre fare la guerra quella la si fa a colpi di Kalashnikov e mitragliette.

Intelligenza criminale, saggezza e spregiudicatezza sono gli ingredienti che fanno dei Puccinelli una famiglia-clan attenzionata da anni dagli 007 del Ministero dell’Interno come si legge nelle relazioni semestrali della Direzione Investigativa Antimafia. Una cosca familiare dalla rigida disciplina interna che non contempla sperpero di denaro, il frequentare locali notturni oppure l’ammuina tipo scorribande alla maniera delle gang metropolitane del centro storico di Napoli.

Il clan Puccinelli al Rione Traiano ha sempre costruito il consenso curando meticolosamente il welfare criminale e non facendo mai mancare il sostegno agli affiliati ed i loro familiari. Proprio a Soccavo le forze dell’ordine in occasioni di blitz e arresti registrano di frequente la reazione dei residenti che in ogni modo reagiscono tentando di liberare i fermati.

Un potere granitico, vecchio stampo, alla stregua di clan storici come i Contini, Licciardi, Mallardo, Polverino ed i Moccia. Sono loro che nonostante i blitz, gli arresti, i sequestri milionari continuano a reggere le fila del potere che conta a Napoli e nell’hinterland.

L’operazione condotta dai carabinieri, al termine delle indagini della magistratura, che il 31 gennaio 2017 ha portato all’arresto di ben 88 affiliati a varie famiglie riconducibili proprio al gruppo principale dei Puccinelli non ha per nulla scalfito il mercato e la vendita degli stupefacenti al Rione Traiano.

Un fortino organizzato scientificamente con una base-bunker gestita 24 ore su 24 strade, viali, viottoli modificati urbanisticamente per la vendita al dettaglio di ogni tipo di droga. C’è un collaudato sistema di vedette che tengono d’occhio se giungono le forze dell’ordine, protezione armata in sella a scooter che allertano gli spacciatori in caso di pericolo.

C’è un sistema di nascondini e passaggi veloci per fornire l’approvvigionamento. Un’organizzazione perfetta, con tanto di ruoli che si avvalgono di sofisticate apparecchiature elettroniche come microtelecamere e disturbatori per i cellulari e la ricezione e trasmissione radio di polizia, carabinieri e Guardia di Finanza. Il rione Traiano è considerato più importante dell’ex piazza di Scampia e i guadagni per lo spaccio di marijuana e ‘palline’ di cocaina è altissimo: nessuno vuole perdere il business milionario.

Il quartiere Soccavo è al centro dell’area Flegrea quindi molto più funzionale rispetto alla periferia Nord di Napoli. Qui i Puccinelli stanno costruendo un vero e proprio impero grazie anche alla loro forza di trattare direttamente l’acquisto delle partite dai narcos.

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