Pizzo sulla prostituzione, acciuffati tre affiliati al clan De Rosa

3 min read

Questa mattina, a Qualiano, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della locale Stazione Carabinieri, entrambi dipendenti dalla Compagnia di Giugliano in Campania, hanno eseguito un’ ordinanza in carcere emessa dal G.I.P. del tribunale di Napoli, su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia.

Nel mirino sono finiti tre affiliati con precedenti di polizia, contigui al Clan De Rosa, operante nel territorio di Qualiano e ritenuti responsabili di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, poiché tentavano di costringere un’esercente l’attività di meretricio a consegnare loro la metà del suo guadagno o la somma settimanale di 150 euro, quale versamento del pizzo.

Il provvedimento trova il suo fondamento nella necessità di interrompere le attività criminose poste in essere nel territorio di Qualiano, sottoposto storicamente al controllo dell’organizzazione camorristica denominata clan De Rosa, da soggetti organici al predetto sodalizio, che da tempo sottopongono ad estorsione commercianti ed imprenditori seminando panico tra gli esercenti attività economiche ed i residenti.

La tempestiva indagine, avviata dai carabinieri ha consentito di cristallizzare le responsabilità degli arrestati in ordine a due episodi intimidatori compiuti, ai danni della donna, nelle notti del 4 e 5 gennaio, i militari fintisi clienti, dopo aver preso appuntamento con la vittima sul sito Bakeca incontri, si recavano presso l’abitazione della donna.

La donna nel corso dell’esercizio dell’attività di meretricio, veniva minaccia dai tre uomini addirittura le hanno puntata la pistola alla testa.

Così facendo tentavano di costringerla a corrispondere loro la metà del suo guadagno o comunque il versamento della somma di euro 150  settimanali per il semplice fatto che la sua abitazione ricadesse nel territorio di Qualiano, di loro competenza criminale.

Gli arrestati sono attualmente ristretti presso la casa circondariale di NapoliPoggioreale a disposizione della Distrettuale antimafia di Napoli.

Comments are closed.