La strada per il “ritorno napoletano” di Antonio Bassolino

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di Sossio Barra

 

L’assemblea nazionale di domenica 3 dicembre a Roma ha sancito il suo definitivo ritorno sulla scena politica. Dopo mesi e mesi di critiche inascoltate nei confronti della dirigenza renziana, che aveva promesso nelle vesti del suo attuale segretario il famoso lanciafiamme sui vertici napoletani, ha deciso di non rinnovare la tessera lasciando il Pd, il partito che aveva contribuito a fondare 10 anni fa. Stiamo parlando di Antonio Bassolino, il protagonista del rinascimento napoletano post tangentopoli alla guida di Palazzo San Giacomo. Ex leader incontrastato della sinistra campana per 20 anni capace di “lottizzare” quasi l’intera Campania con un fiume interminabile di città capitanati dalla famosa squadra di sindaci bassoliniani. Il primo segnale importante del suo ritorno lo diede in occasione delle primarie napoletane del 2016 utili a scegliere il candidato sindaco del Pd. Il profilo ideale dei vertici dem fu, tanto per cambiare, l’ex “figlioccia” Valeria Valente. Il risultato anche a seguito di numerose polemiche fu sotto gli occhi di tutti. Ma nei fatti il vero vincitore politico della competizione fu l’ex capo della giunta regionale che ottenne 400 voti in meno della candidata renziana. Questa fu la prima, vera sconfitta del Pd napoletano in vista delle Comunali. Il resto è storia nota. Ma non è tutto. Bassolino è stato isolato anche in occasione del contestatissimo congresso provinciale, diventato a tutti gli effetti una vera e propria polveriera fra correnti. Il neo segretario Costa tuttavia sembra percorrere la stessa strada dei colleghi democrat. Ovvero accantonare e gettare nel dimenticatoio uno dei pochi soggetti politici di spessore del centrosinistra napoletano. Ma torniamo ai fatti più recenti.  L’ex leader dei Ds ha aderito al movimento di sinistra denominato “Liberi e Uguali” guidato dall’ex Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso. Una scelta annunciata, quasi prevedibile vista l’ondata di errori storici che hanno penalizzato il Pd negli ultimi anni. Ora la domanda che in molti si pongono rimane la stessa. Quale sarà il futuro di Antonio Bassolino? Gli ultimi rumors in salsa democratica puntano ad una sua candidatura come capolista in Campania al Senato. Una scelta assai probabile ma considerata di passaggio. Ovvero l’ultimo, grande tentativo dell’ex sindaco per rientrare definitivamente nei giochi ed ottenere la legittimazione sul piano politico ed elettorale. Da qui si apriranno le porte per chiudere la sua lunghissima carriera tentando di coronare il desiderio mai nascosto. Tornare a fare il sindaco di Napoli. Ci saranno le prospettive per tutto questo? Nel 2021 De Magistris, che vive uno dei suoi periodi peggiori con una maggioranza dilaniata da polemiche al vetriolo, non sarà più candidabile a causa del limite di mandato ed i suoi successori più accreditati non possiedono quell’autorevolezza politica sufficiente per far fronte all’onda bassoliniana nonostante l’ex pm stia continuando la trattativa col movimento di Grasso. Dall’altra parte il centrodestra da decenni non riesce a garantire una valida alternativa di governo alla città pure perché in Campania non esiste una leadership affermata. Soprattutto dopo il declino di Cosentino. Ecco perché l’ipotesi di Bassolino sindaco a questo punto può e deve colmare il vuoto politico lasciato dal Pd e dal centrosinistra negli ultimi anni. Una questione di autorevolezza non valida per tutti.

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