Refezione flop. De Magistris stretto all’angolo parla ancora di ‘rivoluzione’ e ‘cospirazioni’. Monta la protesta dei presidenti di Municipalità e genitori

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Di Pier Poalo Milanese

La refezione scolastica a Napoli non comincerà neppure per metà novembre. E’ un incubo per migliaia di famiglie partenopee che ogni santo giorno sono costrette a veri salti mortali per prendere da scuola i figli in uscità dalle 12 e 30 alle 13 e 30. Orario lungo neppure a parlarne, pranzare a scuola solo uno sbiadito ricordo.

Dirigenti scolastici sotto pressione, rappresentanti d’istituto sul piede di guerra, presidenti di Municipalità tirati per la giacchetta insomma è caos a Napoli. Dai piani alti di Palazzo San Giacomo fanno spallucce e l’imbarazzo è tanto. Inutile domandare al sindaco Luigi de Magistris i motivi di questo ritardo, del perchè non è stato programmato l’espletamento delle gare per inizio anno scolastico, di chi è la responsabilità  degli intoppi burocratici. Nessuna risposta plausibile.

Il primo cittadino se la prende con i massimi sistemi, con i burocratici che non vogliono firmare, con le lentezze delle Municipalità, con la Corte dei Conti, con il potere dei poteri. Insomma, è sempre colpa di qualcun altro e nell’accusare il mondo intero chiede un piccolo contributo alle famiglie, un obolo di 15euro per dare una mano alle disastrate casse comunali.

“Viviamo in un regime di liberismo finanziario che rallenta fortemente l’applicazione della Costituzione soffocando democrazia ed autonomia dei popoli – farnetica de Magistris –  Resistere non è più sufficiente, si deve passare al contrattacco, rimuovendo ostacoli per attuare giustizia sociale e promuovere lo sviluppo della persona umana”.

“Lottare per i beni comuni e per le persone – continua –  Si lotta senza denari, con profondo amore ed infinita passione”. “Cercasi combattenti, da reclutare nell’esercito popolare di lotta per i beni comuni e per la liberazione – annuncia con convinzione il primo cittadino –  In cambio cediamo i Ponzio Pilato e i Don Abbondio. Si deve lottare con il corpo, con la mente e con il cuore, chi ha paura della rivoluzione si metta di lato”. Le riflessioni di de Magistris compaiono su Facebook a prima mattina il riferimento è apputo alla refezione scolastica : “Noi siamo pronti, diamo l’autorizzazione a firmare ora vediamo i dirigenti Don Abbondio o Ponzio Pilato che non firmano”.

Non basta il post per risolvere il dramma refezione scolastica lo sanno bene i presidenti di Municipalità che non nascondono imbarazzo e tensione perchè quotidianamente sono bersagliati da polemiche da parte di genitori incazzatissimi, dirigenti scolastici e livelli amministrativi.

E Francesco Chirico, presidente della Seconda Municipalità ha postare una nota sui social: “La Municipalità, nella persona del dirigente ai servizi amministrativi, ha inviato giovedi tutti i documenti alla commissione di gara per l’aggiudicazione definitiva che avverrà in seduta lunedi martedì”.

“Quindi si passa alla firma del contratto ed è qui che c’è il problema: il direttore generale e il ragioniere generale del Comune hanno inviato una nota a tutti i dirigenti bloccando la spesa per tutto, ad eccezione di tre casi, in sintesi: Sentenze, Pagamenti dovuti per legge” – evidenzia Chirico – “Spese la cui revoca determina un danno erariale certo per l’ente. Personalmente sono certo che la spesa refezione rientri in questo caso perché il danno sarebbe certo per l’ente e ancor più grave per i cittadini. I dirigenti tuttavia chiedono che tale convinzione politica, mia come del sindaco sia chiarita”.

E proprio oggi pomeriggio a Palazzo San Giacomo è stato indetto un incontro urgente tra tutti i numero uno delle dieci municipalità partenopee, assessore alla scuola ed i dirigenti comunali”.

Chiacchiere, chiacchiere e ancora chiacchiere sta di fatto che la refezione a Napoli è un miraggio. E nelle migliori delle ipotesi che parte il servizio non c’è alcuna vigilanza sulla qualità dello stesso servizio. Pasti in media di scarsa qualità e allineati a un significativo risparmio da parte delle ditte vincitrici. Altro che cucine da incubo.

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