Home Economia Rivoluzione Pensioni: Arriva l’Ape volontaria e quella aziendale. Ecco le novità

Rivoluzione Pensioni: Arriva l’Ape volontaria e quella aziendale. Ecco le novità

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Finalmente  è pronto il decreto del presidente del Consiglio che rende operativa l’Ape volontaria e l’Ape aziendale, le due versioni di anticipo finanziario che consentono di accedere a una rendita ponte prima della pensione della lunghezza massima di 43 mesi per chi ha almeno 63 anni e 20 di contributi.

Ape volontaria e Ape aziendale: quando si parte?

Una volta in Gazzetta entro i primi di settembre, saranno operative le ultime due formule per la pensione introdotte con la Legge di Bilancio 2017. L’anticipo pensionistico sarà retroattivo con diritto dal 1° maggio scorso, data in cui l’Ape volontaria avrebbe dovuto ufficialmente prendere il via. Inoltre prevede una clausola di allungamento nel caso in cui, nel 2019, venissero modificati i requisiti anagrafici per il pensionamento a causa dei probabili scatti di adeguamento alla speranza di vita; sono infine previste anche clausole di conciliazione e mediazione volte a semplificare l’accesso alla certificazione Inps relativa alla domanda. L’entrata in vigore dell’Ape volontaria darà il via libera anche alla Rita, la rendita integrativa temporanea anticipata.

Ape volontaria: come funziona?

L’Ape volontaria è completamente diversa dall’Ape sociale: non prevede l’erogazione di una prestazione a carico dello Stato ma la stipula di un prestito bancario. Ecco come funziona.

L’istituto di credito eroga, tramite l’Inps, una somma mensile che accompagna l’interessato fino alla pensione: una volta raggiunta l’età pensionabile il prestito sarà restituito con rate mensili per vent’anni. In pratica una sorta di polizza assicurativa che dovrà essere prontamente contratta al momento di accesso all’Ape volontaria.

Per poter accedere all’Ape volontaria l’interessato dovrà:

  • aver compiuto almeno 63 anni di età;
  • avere 20 anni di contributi versati alle spalle;
  • non dovrà trovarsi a più di tre anni e sette mesi al raggiungimento della pensione di vecchiaia;
  • dovrà aver maturato un assegno pensionistico pari ad almeno 1,4 volte il minimo.

Chi chiede l’Ape sociale può chiedere anche l’Ape volontaria? 

L’Ape volontaria può essere richiesta anche da chi ha fatto domanda per l’Ape sociale: l’interessato potrà ottenere un prestito pensionistico parziale, che vada a colmare il gap di assegno eccedente il tetto massimo di 1500 euro garantiti dall’Ape sociale.

Quanto costa il prestito dell’Ape sociale?

Il prestito avrà un Taeg intorno al 3,2% comprensivo anche della copertura assicurativa in caso di morte che sarà fisso, ma verrà aggiornato ogni due mesi in base agli accordi sottoscritti con le banche e assicurazioni che hanno aderito all’Ape volontaria. Il lavoratore potrà scegliere quale percentuale di anticipo chiedere considerando la forbice che va da un minimo del 75% a un massimo del 90%.

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