Terrorismo: visti per Ue controllati da clan Pakistan, un arresto

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La Digos ha dato esecuzione a una misura di custodia cautelare in carcere emessa ad aprile dello scorso anno dal gip del tribunale di Potenza a carico di un pakistano, Akhtar Jahamgir, domiciliato a Napoli nella zona della Duchesca.

L’uomo è stato fermato ieri alle 18 nello scalo aereo di Capodichino, appena sbarcato dal volo della Turkish Airline proveniente da Istanbul, da personale della sezione antiterrorismo della Digos e dalla polizia di frontiera napoletane, in cooperazione con personale Digos di Matera.

L’arresto è frutto di una complessa indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza, che ha consentito di portare alla luce una capillare attività malavitosa di due clan pakistani per far ottenere i visti d’ingresso in in Italia e eludere le procedure d’identificazione a cittadini per lo più pakistani provenienti sia dal paese di origine che dalla Francia.

Gli accordi tra gli immigrati che avevano intenzione di arrivare in Italia o entrare in area Schengen e le cosche avvenivano in Pakistan.

Un visto di ingresso regolare, per lavoro stagionale ma senza garanzie occupazionali e alloggiative, costava dai 10mia ai 12mila euro.

Anche i cittadini extracomunitari che soggiornavano illegalmente in Italia, in Francia e Spagna si rivolgevano a questi clan per trovare datori di lavoro disposti ad avanzare richieste di sanatoria false in cambio di 5-6mila euro a persona.

Inoltre diversi cittadini di nazionalità pakistana domiciliati in Francia e Spagna, dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno in Italia, ritornavano nei paesi europei di provenienza per lavorare.

Il pakistano arrestato a Capodichino è indicato dagli inquirenti come il promotore e organizzatore in Francia dei viaggi in Italia degli extracomunitari.

Akhtar Jahamgir è stato individuato di rientro dal Pakistan grazie alla intensificazione dei controlli antiterrorismo.

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